Pubblicato da quezal su Marzo 6, 2007
Ceasefire
1
Put in mind of his own father and moved to tears
Achilles took him by the hand and pushed the old king
Gently away, but Priam curled up at his feet and
Wept with him until their sadness filled the building.
2
Taking Hector’s corpse into his own hands Achilles
Made sure it was washed and, for the old king’s sake,
Laid out in uniform, ready for Priam to carry
Wrapped like a present home to Troy at daybreak.
3
When they had eaten together, it pleased them both
To stare at each other’s beauty as lovers might,
Achilles built like a god, Priam good-looking still
And full of conversation, who earlier had sighed:
4
‘I get down on my knees and do what must be done
And kiss Achilles’ hand, the killer of my son.’
(Michael Longley)
Michael Longley scrisse questa poesia nel 1994 all’indomani di un’importante tregua nella guerra civile del nord-Irlanda। Un atto di speranza e di sofferenza valido per ogni guerra di per sè orribile e ingiusta.
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Pubblicato da quezal su Febbraio 16, 2007
Libero di volare come un petalo di rosa su una brezza.
Libero di esprimere tutto ciò che sento senza paure.
L’aria è pungente e rapisce il mio animo,
scorgo i tuoi grandi occhi e ti spavento,
non so che faccio ma sono lì all’interno del mio sogno.
Tremo. Pezzetti di vergogna mi tartassano le gambe, le mani, il cuore.
Libero, il desiderio di un abbraccio morbido.
Libero di abbandonarsi su un cuscino di foschia.
Fool o giullare comincio a parlare
lascio scorrere il flusso delicato
delle gocce emozionali del sentimento
che ho da offrirti che dedico a te.
Ma sono confuso, timido e imbarazzato
quasi trattenuto da un’orda di fantasmi di ghiaccio.
Mi fermo, riparto, sto cadendo, ritorno.
Raccolgo la mia coscienza e la servo su un vassoio d’argento.
Avrei dovuto cullarti tra i versi di Longley
Avrei potuto posare il tappeto di petali rossi
Avrei sottratto Orione dalle stelle
per cingerti e farti mia bellissima prigioniera
avrei avuto il coraggio di osare di più?
Libero di perdermi nella luce dei tuoi occhi
Libero di rendere giustizia alla tua bellezza con la più bella delle poesie
Libero di gettarmi a occhi chiusi nel Jing del tuo cuore
Libero di ascoltare la tua voce come un moderno Giasone presta attenzione a Chirone
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Pubblicato da quezal su Febbraio 6, 2007
Questo è il ritornello di una mia canzone.Credo di sentirmi in questo stato ora….
Morde il freddo in questa città
Come se il clima non mutasse mai
Basta pensare un momento a te
Subito il sole ritorna a scaldare il mio cuore
…per te.Anche se l’altro giorno dopo che ti ho vista è stata davvero
dura, perchè non ho fatto nulla per avvicinarti, per parlarti.Ho incrociato il tuo sguardo, i tuoi occhi grandi e ho avuto paura… Perciò ti dedicherei tutti questi versi:
Colpevole
L’etere è gelida per la tua presenza
La piazza è straripante di nessuno
Vuota e assolutamente affollata
Gremita di tutto il tuo splendore
I tamburi pestano e saltano
rimbalza il ritmo tra gli alberi e i pali
L’aria è una lastra di brina secca e fredda
Una presenza astratta sfiora la mia mente
Colpevole di non aver parlato
Colpevole di non avere azzardato
La mia occasione è li ancora in piedi
Cigolante su scale di cristallo
L’avverso passa dinnanzi a me
Ma non importa adesso è passato
Sincronica danza eskimese
Corregge la febbre della folla
Sola seduta al freddo
Aspettavi solo me forse
L’ansia corre l’angoscia mi sorprende solo me forse
Occhi che sfuggono e cadono in vuoti pieni
Mani vogliose di accarezzare
Labbra cucite per non confessare
Colpevole di non averlo urlato
Colpevole della paura e del nulla
La mia occasione è li ancora in piedi
Cigolante su scale di cristallo
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