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Ipocrisia del calcio (della società)

Pubblicato da quezal su Febbraio 4, 2007

Ragazzi miei,ma come si fa ad accettare tutto quello che accade in questa malandata società di calciofili?
IL mondo del pallone chiude!E’ morto,anzi è stato ucciso un poliziotto!Come se fosse una novità.Credo che sia insito nei rischi di un mestriere coraggioso e allo stesso tempo avvilente.Ma pensateci bene: tutto questo strombazzamento istituzionale, tra ministri,commisari delle federazioni e maremoto mediatico non sarà solamente il solito modo ipocrito per celare il forte malessere sociale che tocca i massimi livelli da quarto mondo nel sud-Italia e in particolare in Sicilia? Non sarà, forse, che la platee calcistiche e le tifoserie rispecchiano lo stato del degrado delle nuove generazioni di ragazzi privi di un benchè minimo straccio di valore e di sicurezza, che sguazzano impantanandosi nel meraviglioso mondo della precarietà?
A voglia a dire che sono poche frange politicizzate di teppisti.Oggi sempre più giovani non credono più nelle ideologie totalizzanti di destra o di sinistra che siano.Forse possono avvicinarsi per sentirsi nel gruppo,ma neanche il capo ultras più convinto non crede in queste cose.
Mi sa che qui nessuno ammette che i gruppi organizzati di tifoserie rappresentano un modo di vivere e sfogare il malessere di soggetti singoli e isolati,i quali hanno solamente questo vincolo ultras per sentirsi appartenenti a qualcosa e con qualcuno.
E nessuno si azzarda a descrivere che questo malessere è insito anche nelle forze dell’ordine che vengono manipolate dai poteri forti per mantenere sotto controllo le zone e le aree più a rischio, o per creare un polverone che nasconde altri fatti.Nessuno, se non gli ultras, sa quanto possa essere aggressiva la polizia o l’arma dei carabinieri in situazione del genere (ma anche ormai nelle manifestazioni pacifiche e non di cittadini!).Sono perfettamente in grado di creare il pandemonio, stuzziacando o caricando i gruppi di “tifosi”, dal nulla, senza subire provocazioni, o per ordini dall’alto.
Insomma questo grande brodo di minchiate mediatiche sul sacrificio di un poliziotto mi sembra eccessivo.Se si pensa che troppo spesso normali cittadini improvvisamente compiono stragi in famiglia perchè non gliela fanno più a vivere e sopravvivere.
A mio modesto parere lo starnazzare “il cambiamento” è solo un belato di un coro di idioti ipocriti che devono aquietare la popolazione e assicurare alla gente che possono ancora garantire la sicurezza fisica e materiale.Ma le persone come noi, come voi, come tutti sanno perfettamente che da tempo ormai le istituzioni hanno perso il controllo e la sorveglianza a scapito dellla dura legge del mercato.
E infatti proprio questo imperativo economico che purtroppo fa girare questo mondo globalizzato spingerà e farà pressione per far ripartire il carrozzone pallonaro, perchè non si può rinunciare alle partite in TV.Loro, le multinazionali dei media, hanno pagato i diritti televisivi, perciò si deve giocare, anche se muoiono le persone.Altrimenti faranno una bella causa di risarcimento e rimoborso per il capitale investito e affonderanno l’economia di una realtà già in crisi.
A voglia a dire:-Si fremi per un anno il calcio!-.IMpossibile.
No; si farà come sempre:piccolo stop and go.Nelle estreme conseguenze si giocherà senza il pubblico sugli spalti,sempre in casi limitati,tanto lo svuotamento degli stadi è un processo gia avviato da tempo.Acceleriamolo.Le TV sono assicurate per il loro spettacolo e la gente sta al “sicuro” a casa.
Buonanotte

Pubblicato su Calcio, catania, diritti tv, media, ultras, violenza, violenza negli stadi | Lascia un commento »