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Il gossip ha fatto boom

Pubblicato da quezal su Marzo 25, 2007

L’èlite vip della nostra società è in piena crisi. Un anonimo, si fa per dire visto la popolarità acquisita in questi anni, pm della procura di Potenza ha messo a soqquadro il mondo dorato della casta degli intoccabili. Le inchieste di John Woodcock partirono nel 2001, quando mise sotto accusa un esponente dei ds. Poi in successione mise alla sbarra e alla conseguente gogna mediatica ben 78 tra politici, personaggi dello spettacolo, giornalisti nel famoso “Vip-gate” del 2003. Clamoroso rimase l’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia per il suo giro di truffe e prostituzione nel 2006. Oggi la sua inchiesta di Vallettopoli sta mettendo a nudo lo squallore del mondo dello spettacolo televisivo e non, coinvolgendo anche la politca.


Logicamente la classe dirigente (tutta unita) , sentendosi parte lesa, ha subito formulato un’assurda contromisura attraverso il Garante per la privacy che ha immediatamente vietato la pubblicazione e la diffusione di notizie che non hanno interesse pubblico. Si, ma se si parla di figure pubbliche come si fa? Forse lo possiamo intendere come una limitazione della libertà di stampa? Inoltre il Garante ha emesso il divieto di diffondere particolari
non informativi, soprattutto per quanto concerne la vita sessuale delle figure pubbliche. Anche questo mi sembra un controsenso, visto che comunque anche i dettagli più squallidi e morbosi si possono definire notizie e informazioni. A pensarci bene, sarebbe bello che i giudizi sulla vita sessuale delle persone fossero irrilevanti, ma visto che nel mondo reale si viene spesso discriminati e additati per i propri gusti ed azioni, non vedo perchè anche le figure popolari non debbano essere sottoposte a giudizio dall’opinione pubblica. Anzi, in un sistema che funziona, è proprio neccessario che esse vengano controllate in questo modo.

Ma ora chiediamoci: come mai il bravo pm riesce periodicamente a sollevare casi così scomodi per l’establishment d’èlite, causando una grande risonanza mediatica?
I personaggi dello spettacolo spesso nascono,vivono e muoiono (come immagine pubblica) attraverso strategie di gossip. La loro forza è appunto la popolarità, acquisita spesso da fatti scandalistci e/o notizie davvero stupide, ma di pubblico interesse. Allora perchè affossare il sistema pubblicitario della kermesse televisiva? Perchè coinvolgere anche figure della politica?

La celebrità si suppone venga valutata e misurata dal pubblico che ha il potere di regalarla ma anche di negarla e sottrarla. E’ sufficiente uno scandalo come Vallettopoli per svalutare un personaggio? Neanche per sogno. Kate Moss insegna. L’ormai famosissimo Corona ha affermato che lo scandalo in corso ha aumentato il suo bussiness e la sua popolarità. La chiave per comprendere il sistema è piuttosto semplice: apparire. Solamente questo. Ma il privilegio dei vip viene concesso o negato solo dai poteri forti.

A mio parere non bastavano più il carrozzone televisivo e gli scandali del calcio per distogliere l’opinione pubblica dalle notizie e dai fatti importanti. Allora si è escogitato un nuovo tema populista atto a riempire le prime pagine dei giornali, in modo da relegare le informazioni d’interesse pubblico nei trafiletti di pagina 20.
Come ha scritto Carlo Bertani in un suo articolo, nel maggio del 1981 trapelarono le prime indiscrezioni sulla loggia massonica della P2. Al momento della discussione in parlamento una tragica notizia colpì tutto il paese: nelle campagne romane un bimbo, Alfredo Rampi, rimase intrappolato in fondo a un pozzo. Questa tragedia venne trasformata nel più grande evento mediatico italiano del periodo. Si mobilitarono le più alte istituzioni, tra i quali il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Furono trasmesse le immagini a reti unificate dalla Rai in una diretta interminabile. La morte del bimbo commosse tutta l’Italia e il caso P2 fù procrastinato di qualche mese. In seguito sì scoprì che il bambino fu gettato nel pozzo e fino ad oggi rimane un mistero la sua uccisione.
Un esempio di riempitivo mediatico che oggi, in maniera meno tragica, e attraverso fonti giudiziarie, si ripete con gli scandali di Vallettopoli e con i puttan-tour dei politici. Giusto per celare ai più i lavori del governo che perseguono tematiche scomode come la continua riforma ultracapitalistica del mercato del lavoro e come il massacro delle guerre civili dell’Afghanistan e dell’Iraq.

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